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Pile

Secondo la normativa italiana esistono differenti tipologie di pile e accumulatori portatili, distinguibili in base alla loro composizione chimica.

Per pila si intende, generalmente, un dispositivo in grado di generare corrente elettrica attraverso la trasformazione dell’energia da chimica a elettrica. Si distingue dall’accumulatore in quanto non ricaricabile (definita per questa ragione anche batteria primaria). Mentre l’accumulatore portatile può essere ricaricato, diventando rifiuto solo dopo numerosi processi di scarica e ricarica.

ecoR’it, in quanto Sistema Collettivo multifiliera si occupa anche della gestione di Pile e Accumulatori portatili.

Contribuire alla difesa dell’ambiente significa anche essere in grado di iniziare una rivoluzione partendo dal proprio “piccolo”. La differenziazione dei rifiuti e il giusto riciclo è un tema importante anche quando si parla di Pile e Accumulatori portatili. Molte volte, infatti, questi rifiuti “finiscono” per essere gettati nell’indifferenziata.

Anche le Pile però, come i RAEE, le Batterie e i Toner, contengono al loro interno importanti risorse e Materie Prime Seconde davvero rare che, se trattate correttamente, possono essere re-introdotte in nuovi cicli produttivi contribuendo, non solo alla salvaguardia ambientale (evitando così la dispersione di sostanze tossiche), ma anche a nuova produzione.

Esistono differenti modi per riciclare le pile e gli accumulatori portatili, che possono essere conferiti presso:

  • Isole ecologiche o centri di raccolta comunali: aree specializzate nella raccolta differenziata di questa tipologia di rifiuti;
  • Rivenditori: ossia tutti gli esercizi commerciali che al loro interno ospitano contenitori dedicati alla raccolta di tale tipologia di rifiuto, come ad esempio: centri commerciali, supermercati, ecc. Anche in questo caso non è obbligatorio acquistare un nuovo prodotto per conferire il rifiuto e il servizio è totalmente gratuito per il cittadino.

Secondo quanto stabilito dalla normativa italiana, che recepisce la Direttiva Europea 2006/66/CE, il Produttore di Pile e Accumulatori è soggetto responsabile della prima vendita o importazione sul mercato italiano di:

  • pile, pile a bottone (anche piccolissime);
  • pacchi batteria;
  • accumulatori portatili;
  • accumulatori industriali e per veicoli.

Qualora si parli dell’importazione diretta, e senza intermediari, nel mercato italiano di apparecchiature contenenti al loro interno Pile e Accumulatori questo comporta che il soggetto importatore sia anch’esso definito Produttore, con gli obblighi e gli oneri di riferimento.

Il Produttore è quindi soggetto alla normativa in vigore per ciò che concerne:

  • l’iscrizione presso il Registro Nazionale dei Produttori;
  • la comunicazione puntuale del numero di iscrizione al Registro Pile e Accumulatori, entro 30 giorni dal rilascio, sulle fatture;
  • la comunicazione periodica al Registro inerente i dati di vendita annuali;
  • l’istituzione e la creazione di sistemi di ritiro, trattamento e recupero dei Rifiuti Elettrici ed Elettronici;
  • l’organizzazione e il sostentamento dei costi inerenti i sistemi di raccolta di Pile e Accumulatori. Il Produttore può decidere di provvedere su base individuale, iscrivendosi direttamente al Centro di Coordinamento e organizzando in proprio una rete di fornitori di servizio oppure su base collettiva, affidandosi ad un Consorzio;
  • la comunicazione del tipo di rifiuto, attraverso il simbolo “cassonetto barrato” (Norma EN 50419), da apporre sui prodotti commercializzati.

Le Pile e gli Accumulatori, sono normati a livello nazionale dal Decreto Legislativo n. 188 del 20 novembre 2008, che recepisce la Direttiva Europea 2006/66/CE, modificato dal Decreto Legislativo 11 febbraio 2011, n.21 e dalla Legge 6 agosto 2013, n.97.

Tale Decreto stabilisce, al fine di tutelare l’ambiente e la salute umana, le misure e le procedure necessarie per il miglioramento, la prevenzione e la riduzione degli impatti negativi derivanti dalla produzione delle Pile e Accumulatori portatili e dei relativi rifiuti.

A livello europeo si fa riferimento alla Direttiva 2006/66/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 6 settembre 2006 che va ad abrogare la Direttiva 91/157/CEE.

La normativa italiana di recepimento della Direttiva Europea è:

il Decreto Legislativo 20 novembre 2008, n.188, modificato dal Decreto Legislativo 11 febbraio 2011, n. 21 e dalla LEGGE 6 agosto 2013, n. 97.

La normativa introduce il concetto di “responsabilità dei Produttori” (primi importatori o fabbricanti), ai quali è richiesta l’organizzazione e il finanziamento del sistema di raccolta e gestione dei rifiuti di Pile e Accumulatori immessi sul mercato.