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RAEE: IN ARRIVO DALL’EUROPA CRITERI COMUNI PER CALCOLARE IL PESO DELLE AEE

A fronte della necessità di implementare il corretto funzionamento del sistema normato dalla Direttiva 2012/19/UE (c.d. Direttiva WEEE2), recepita in Italia dal Decreto Legislativo 14 marzo 2014, n. 49, con l’obiettivo di armonizzare l’efficacia delle politiche di riciclaggio interne ai singoli Stati dell’Unione Europea, la Commissione ha definito una serie di criteri per calcolare il peso delle apparecchiature elettriche ed elettroniche e dei rifiuti prodotti a livello nazionale.

Il regolamento 2017/699/Ue, in vigore dal 9 maggio 2017, è applicabile direttamente all’ordinamento interno degli Stati membri. Per il calcolo del "peso effettivo" delle AEE, il Produttore dovrà tenere conto di tutte le apparecchiature che rientrano nel campo di applicazione della Direttiva, inclusi i componenti elettrici ed elettronici, escludendo l’imballaggio, le batterie e gli accumulatori, le istruzioni, i manuali, i componenti non elettrici /elettronici e i materiali di consumo. Il calcolo dei RAEE, invece, dovrà basarsi sul peso totale di questi prima di qualsiasi attività di raccolta, preparazione per il riutilizzo, trattamento etc.

La metodologia in questione si basa su di una semplice equazione:

AEE immesse sul mercato (t) = Produzione interna (t) + Importazioni (t) – Esportazioni (t)

Il peso totale delle apparecchiature immesse sul mercato nazionale nell’anno di riferimento (t) è dato dal peso delle apparecchiature prodotte nello Stato membro in quell’anno, addizionato al peso delle AEE importate, sottratto il peso delle AEE in uscita destinate ad un altro Stato membro o a un paese terzo.

A sua volta, la quantità totale di RAEE prodotti a livello nazionale in un determinato anno è calcolata sulla base del quantitativo di AEE immesse negli anni precedenti e della corrispondente durata di vita del prodotto stimata sulla base della seguente formula:

Un ulteriore passo avanti per il Sistema RAEE quindi, con la consapevolezza che non solo la mancanza di informazione interna al singolo Stato, ma anche la presenza di prassi nazionali diversificate ostacola l’armonizzazione e l’efficacia delle politiche di riciclaggio fondamentali per tutelare l’ambiente.